Sotto i mille 2026 – 1
Simboli sotto i mille (2026): le prime tappe, dal Piemonte alla Toscana… (di Massimo Bosso e Gabriele Maestri)
Possiamo ammetterlo senza problemi: ogni anno l’inventore di questa rubrica ormai decennale (il primo episodio, infatti, è stato pubblicato nel 2016, proprio in questi giorni, dopo un primo assaggio l’anno prima al seminario post-elettorale della Società italiana di studi elettorali) e il suo assistente – nonché titolare di questo sito – pensano che il viaggio tra la microItalia che vota sia giunto al termine. Nei primi anni, in effetti, il racconto era stato pensato soprattutto per passare in rassegna le liste presentate di piccoli movimenti nazionali o locali che cercavano visibilità e magari eletti nei comuni con meno di mille abitanti, nei quali – come ormai chiunque passi di qui sa perfettamente – non servono firme di sottoscrizione per presentarsi; in quel viaggio, poi, a volte ci siamo imbattuti anche in liste espressione di partiti “maggiori”, come Alleanza nazionale – ne abbiamo parlato, con riferimento al Piemonte, nel nostro libro M’imbuco a Sambuco! – e Lega Nord.
Con il tempo, tuttavia, il racconto ha finito per prendere – e non avrebbe potuto essere diversamente – un’altra direzione. Intendiamoci, esistono ancora formazioni politiche “minori” (per risultati elettorali, non certo per i programmi elaborati o per le proposte avanzate) che cercano un po’ di luce in uno o più microcomuni. Non si può negare, tuttavia, che si assiste da qualche anno (anche se in realtà il fenomeno esiste da molto più tempo) al proliferare di liste dai nomi e dai simboli francamente improponibili, che – nessuno si senta offeso per questa constatazione – nulla hanno a che fare con la politica e tanto meno con l’amministrazione: il riferimento, ovviamente, è alle cosiddette “liste per le licenze”, create ad hoc o comunque impiegate da esponenti delle forze dell’ordine per usufruire del congegno previsto dall’art. 81, comma 3 della legge n. 121/1981, cioè dei trenta giorni di collocamento in “aspettativa con assegni” (dunque retribuita), Non rientra ovviamente tra i compiti o le “missioni” di questo sito – né di chi scrive – giudicare questo fenomeno, ma osservarlo e segnalarlo certamente sì.
Va riconosciuto che da qualche tempo, anche grazie all’interessamento dei mass media a seguito di episodi che non potevano passare inosservati, il fenomeno desta sorpresa, scalpore e anche indignazione; è altrettanto vero, però, che “Passata la festa, gabbato lo santo”, per cui smontati i seggi e spente le luci mediatiche su questo o quel caso, la questione resta lettera morta e la Politica (sì, con la P maiuscola) non prende provvedimenti degni di questo nome, che sappiano guardare avanti perché determinati fenomeni non si ripetano e non ci sia bisogno di sorprendersi o indignarsi ancora.
Siccome, dunque, anche lo scorso anno e quest’anno non sono stati compiuti passi concreti a livello parlamentare per scoraggiare le liste di extra muros e siccome il fenomeno non accenna a estinguersi, eccoci pronti anche nel 2026 per il viaggio #sottoimille. Schede e manifesti alla mano, si parte!
